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domenica 29 marzo 2015

29/03/2015 Domenica sera... Saluto serale...

Buona sera...

La domenica sta andando ma io non me ne accorgo...
Ho lavorato incessantemente quasi 24 ore al grande progetto di cui non posso ancora parlarvi... Ho saltato il pranzo e non ho ancora cenato... Sono completamente fuso...tuttavia trovo ancora una briciola di energia per pubblicare la soluzione all'indovinello di ieri...
Questa era la domanda...

Qual è il colmo per un malfattore nell'ultimo sabato di marzo?


Questa la risposta. Sbaglio o non ci sono state risposte?

DESIDERARE ARDENTEMENTE CHE ARRIVI L'ORA LEGALE!


E per questa sera? Procedo ancora con un quiz tematico...eccolo:

Qual è l'ora preferita dai musicisti?


Ora, scusatemi, ma scappo... Corro più veloce della luce verso il mio progetto...di cui non vedo ancora la luce!

Voi, invece, fate vedere la luce al mio BLOG...




Buona notte... A domani...

29/03/2015 Domenica pomeriggio... Caos poco calmo...

Buon pomeriggio...


Vi chiedo infinite scuse ma il caos musicale sta prendendo il sopravvento... Il gigantesco lavoro su cui sono concentrato mi distoglie da ogni altra funzione vitale... Ho saltato il pranzo e ora rischio di saltare il POST del pomeriggio...
Non posso proprio soffermarmi più di un secondo con voi...
Ecco, allora, che vi offro il LINK di una mia PLAYLIST del mio canale MUSICATERRAPIA, sperando che il solo postarla contribuisca al mio rilassamento...



A questa sera...forse...

29/03/2015 Domenica mattina... PENSIERI SERI... Diversamente...

Buon giorno...


Ieri mattina vi ho fatto riflettere su questa immagine... Ricordate?


Una "foresta" di aranci...belli rigogliosi...verdissimi...anche grazie alla pioggia incessante che nei giorni del viaggio a fatto da umidissima cornice a noi, poveri viandanti alla ricerca di noi stessi...
In mezzo a quel popolo profumato...un albero...gigantesco...bello, a suo modo...ma solo...


Si può essere soli in mezzo a tanti altri?
Si può essere diversi in mezzo a tanti simili?
Si può essere diversi non per volontà ma a causa degli altri...quelli che si omologano?
E' meglio distinguersi oppure omologarsi?


Quell'albero, alto, enorme, solo si distingueva eccome... Lui ha avuto l'"onore" di avere un POST dedicato in queste pagine... Non quelle centinaia di aranci tutti uguali...in fila come soldatini della piatta esistenza che spesso regola il mondo...
Io mi ricorderò di lui...non degli altri...
Ma, il fatto è questo... Me ne ricorderò in negativo o in positivo?
Il ricordo che ho di lui è senz'altro positivo...
Quell'albero mi è piaciuto subito...in mezzo alle lacrime d'acqua piovana che scendevano dal finestrino del pulmann...


Una di queste pareva persino che lo vestisse con un abito cristallino...quasi a volergli dire: "non temere, la tua solitudine è la mia... Due solitudini diventano un gruppo...diventano armonia...come due suoni che compongono qualcosa di più complesso...se suonati insieme..."
Sta di fatto che il ricordo che mi porto dietro (e dentro) di quell'albero, memoria di una vita che c'era e che ora è solo specchiata in un'ombra che non esiste più), è piuttosto malinconico...
Quell'albero appariva, e appare dentro la mia mente, come il monumento alla solitudine... Non lo vedevo come principe positivo della diversità... Non era il capo di quella foresta... Era l'anello debole di quei filari di alberi fruttiferi...
Invece di nascondersi...di sparire nel suo solitario malessere, lui, l'albero, stava ben ritto sulle sue radici morte... Aveva il coraggio di farsi vedere...


E noi...abbiamo lo stesso ardore? Siamo in grado di stare in piedi di fronte a coloro che ci giudicano solamente perché riuniti in un branco di persone tutte uguali?
E dunque, e chiedo ancora a voi, è meglio erigersi a  monumento delle proprie diversità, debolezze, insicurezze o far finta di essere uno dei tanti...e procedere con gli altri fingendo di essere altro?
Io la risposta ce l'ho...e voi?
Ecco che questo "pensiero serio", si trasforma, in coda, in un nuovo "Immaginando"...o, se credete, in una "Lavagna bianca" su cui più volte avete scritto...
So che alcune/i di voi lo faranno...scriveranno...
E so...che, quando questo avverrà, io pubblicherò parole belle e pesanti...bolle pensanti di vite troppo spesso inespresse a parole...a causa di mille motivi...


Buona giornata...

sabato 28 marzo 2015

28/03/2015 Sabato sera... Saluto serale....

Buona sera...

Eccomi qui... Il sabato sera è arrivato...
Dopo dieci giorni di lontananza da casa (prima a Roma...poi in Grecia) questa sera mi sembra strana...
Ho lavorato tutto il giorno... Il progetto a cui sto dedicando le mie energie è molto importante... 
Non vi dico ancora nulla...è ancora presto...
Quindi...ora cosa vi dico?
Beh...c'è sempre l'indovinello di ieri che attende una risposta... 
Intanto mi devo scusare con FUFFO 66 che l'altro giorno, in CHAT, ha dato la risposta corretta all'indovinello e io non l'ho citato... SCUSA FUFFO 66...non mi sono accorto di te!!!!!

La domanda era questa...tematica...

Cosa si porta sempre in aereo un rapitore in trasferta? 

La risposta è questa... 

IL BAVAGLIO A MANO!

Ah ah ah ah ah ah... CARINO! Non mi pare ci siano state vostre soluzioni!

E per questa sera? Beh...ci va un altro indovinello tematico... Questo:

Qual è il colmo per un malfattore nell'ultimo sabato di marzo?

Facilissimo... Ora vado...
TUTTE/I VOI ricordatevi due cose: 
1) E' sabato...bisogna stare attente/i... Non rischiate di perdere questa bellissima primavera... 
2) Ricordatevi di cambiare l'ora... Dovete metterla avanti... Dormirete un'ora in meno (recupererete domani mattina)...

Cambiate pure l'ora ma non le vostre abitudini...




Buona notte... A domani...

28/03/2015 Sabato pomeriggio... L'ascolto del sabato... La danza delle ore

Buon pomeriggio...


Oggi, come ascolto del sabato, vi propongo la "danza delle ore", tratta dalla celeberrima "Gioconda" di Amilcare Ponchielli. Perché? Semplicemente per ricordarvi che questa notte, alle due, cambieremo l'ora... Avremo l'ora legale...quella che farà venire notte più tardi... Quella estiva...
EVVIVA... Anche questo è un segno inequivocabile che ci dice che l'inverno è definitivamente andato in archivio!


Dunque...ecco la "Danza delle ore", collocata nel III atto dell'opera. 
Alla Ca' D'oro... Alvise Badoero, capo dell'inquisizione di stato, dà il via a un balletto classico.
Ponchielli e Arrigo Boito (il librettista) immaginarono le lancette dell'orologio animate in mezzo alle dodici ore, anch'esse in movimento. Le lancette furono interpretate da due ballerini. Le dodici ore fatte danzare da altrettante ballerine.


A ogni ora è assegnato un numero musicale... Ovviamente quelle mattutine sono più "leggere", in maggiore... Quelle serali sono scritte in tonalità minori e suonate da strumenti con tessitura più scura (per esempio viene usato il do# minore per la sera e il mi minore, con il tema eseguito dai violoncelli, per la notte).



Ecco il passo, tratto dalla rappresentazione de "La Gioconda" del 1992, al Teatro dell'Opera di Roma...


Ecco la versione sinfonica dello stesso passo a cura dell'Orchestra Nazionale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Antonio Pappano. Il video si riferisce all'esecuzione avvenuta nell'Auditoriun del Parco della Musica di Roma il 29 dicembre 2012.


La maggior parte di voi conoscerà la celeberrima (e bellissima) versione tratta da Fantasia di Walt Disney... Non so se molti sanno che la "Danza delle ore" è l'unico brano di un compositore italiano inserito nella celeberrima pellicola statunitense...




Per saperne di più sulla Gioconda, leggete gli appunti che ho estrapolato per voi dalla rete...




La Gioconda
(Melodramma in 4 atti - Musica di A. Ponchielli - Libretto di T. Gorrio)
L’approdo alla versione definitiva di quest’opera, tra le più amate dal grande pubblico, fu certamente travagliato. Il blocco principale della composizione tenne occupato Ponchielli dall’autunno del 1874 all’aprile 1876. La prima rappresentazione fu un successo, ma Ponchielli decise di apportare alcune modifiche – anche sostanziali - alla partitura: la nuova versione fu data alla Fenice di Venezia, nell’autunno dello stesso anno, e a Roma l’anno successivo. Ma l’autore non se ne riteneva ancora soddisfatto: le sue maggiori perplessità riguardavano il libretto del Boito, troppo verista, rispetto alla sua idea. Grazie dunque alla collaborazione del librettista Angelo Zanardini, Ponchielli si risolse a revisionare ancora una volta la partitura, riscrivendo in pratica gran parte del terzo atto, prima che l’opera venisse ripresa - dapprima a Genova (1879) e poi nuovamente alla Scala (13 febbraio 1880) – in quella che ne sarà la versione tuttora portata nei teatri di tutto il mondo.
PERSONAGGI PRINCIPALI: Gioconda, cantatrice; Enzo, principe genovese; Barnaba, cantastorie; Alvise Badoero, uno dei capi dell’Inquisizione di Stato; Laura, moglie di Alvise;la cieca, madre di Gioconda.
TRAMA
Atto Primo. Venezia, XVII secolo. Gioconda ama Enzo Grimaldo - un nobile genovese proscritto da Venezia, che vi si nasconde fingendosi semplice marinaio – ed è a sua volta bramosamente amata dal cantastorie Barnaba, in realtà spia del Consiglio dei Dieci. In tempo di Carnevale il popolo in festa celebra, con una regata e relativi festeggiamenti, la generosità della Repubblica di Venezia. Mentre Barnaba medita sull’ambiguità di quella Repubblica, che tra feste e forche tiene ben saldo il suo potere, sopraggiunge Gioconda con la madre cieca. In attesa della celebrazione del Vespro, Gioconda lascia la madre per raggiungere l’amato Enzo, ma Barnaba le rivolge pressanti avances: ella però lo respinge con disprezzo e fugge. Intanto il popolo, porta in trionfo il vincitore della regata e Barnaba – inasprito dal rifiuto di Gioconda - fa credere a Zuàne, un altro regatante, che il motivo della sua sconfitta è un maleficio della cieca che, ignara di tutto, resta in disparte a pregare. Questa notizia però scatena la reazione della folla, che affronta la donna, decisa a linciarla. Proprio in quel momento torna Gioconda con Enzo, che, compreso il pericolo, tenta prima vanamente di difendere la cieca e poi si allontana per chiedere aiuto. Nel frattempo giunge Alvise Badoero, nobile illustre e potente, con la moglie Laura, entrambi in maschera: le sue parole ferme e imperiose riportano immediatamente la calma. L’intercessione, poi, di Laura a favore della cieca restituisce definitivamente la libertà. Nel frattempo anche Enzo è tornato e Laura, che non può essere riconosciuta per via della maschera, rimane colpita dal suo volto, proprio come Enzo dal suono della di lei voce. Intanto la cieca, manifestando la sua riconoscenza a Laura, le porge il suo rosario come portafortuna. Gioconda però esprime il desiderio di conoscere il nome di colei che ha interceduto per la vita della madre, e dunque Laura lo rivela, suscitando nuova e più viva agitazione in Enzo, che mentre tutti si recano in Chiesa per il Vespro, rimane assorto e solo. Barnaba lo affronta, e gli rivela di conoscere la sua vera identità di principe genovese tornato sotto mentite spoglie nella Repubblica, dove un tempo era innamorato di una giovane donna che però era promessa a un altro. Anche se Enzo inizialmente si ostina a negare, la verità è evidente: il suo cuore non batte per Gioconda, ma per l’antico amore di un tempo, la stessa donna che poc’anzi ha interceduto per la vita della cieca. Ed anche costei è tuttora innamorata di lui e lo ha riconosciuto. Barnaba dunque offre ad Enzo il suo aiuto per fargli incontrare Laura, quella notte sulla sua nave, senza che Alvise si accorga di nulla. Enzo è ovviamente felice dell’opportunità, ma comunque stupito dall’offerta di aiuto di Barnaba e ne chiede dunque la ragione. Costui non fa nulla per celare il suo vero scopo: vuole vendicarsi di Gioconda, che lo respinge, nel modo più terribile, spingendo colui che lei ama al tradimento. Enzo è sconvolto da questa rivelazione, ma accetta ugualmente l’offerta, e seppur maledicendo il perfido Barnaba, si allontana. Ma subito la spia denuncia il tradimento di Enzo e Laura e la loro fuga ad Alvise, mentre Gioconda, che, nascosta, ha udito tutto il discorso tra Enzo e Barnaba ed è fuggita disperata in chiesa, esce all’aperto tra i fedeli dando sfogo al suo dolore, sorretta dalla madre che la conforta.
Atto Secondo. Mentre a bordo della nave di Enzo, i marinai cantano un’allegra canzone, Barnaba travestito da pescatore, senza dare nell’occhio, valuta le forze di cui dispone il brigantino, prima di allontanarsi. Enzo dà ai marinai le ultime istruzioni per la partenza, poi li manda sotto coperta a riposare ed accoglie Laura, accompagnata dal solito Barnaba, che lascia soli i due amanti, dopo aver augurato loro con sinistra ironia buona fortuna. Dopo aver rievocato le loro disavventure ed essersi abbandonati l’uno all’altro per qualche momento, mentre Enzo ridiscende in coperta per preparare la fuga, Laura invoca l’aiuto della Vergine. Sopraggiunge però Gioconda, mascherata, che affronta drammaticamente la rivale fino quasi a volerla colpire con un pugnale. Poi, però, avvedendosi dell’imminente arrivo di Alvise pensa di vendicarsi ancora più crudelmente, consegnandola al marito che ha tradito. Ma Laura, in un ultima e disperata richiesta d’aiuto, mostra il rosario donatole dalla cieca a Gioconda, che lo riconosce e comprende che Laura è la stessa donna che ha salvato sua madre da pubblico linciaggio. Prima che Alvise salga sul brigantino, dunque, Gioconda copre il volto della rivale con una maschera e la fa allontanare su una barca con due marinai. Enzo, tornato sul ponte della nave, affronta l’ira di Gioconda, ma prima che possa riaversi dalla sorpresa, la nave viene attaccata da alcune galere veneziane e affonda.
Atto Terzo. Alvise, al colmo dell’ira, decide di punire l’adulterio della moglie con la morte. Quando arriva Laura egli dà il via ad un ironico e galante scambio di battute che poi interrompe bruscamente gettando violentemente a terra la moglie e porgendole una fiala di veleno, perché si suicidi. Sopraggiunge però Gioconda, nuovamente intenzionata a salvare la vita a Laura, seppur straziata dal dolore. Sostituisce pertanto la fiala mortale con un potente sonnifero, ed esorta Laura a berlo, allontanandosi. Intanto nella sfarzosa Casa di Alvise Badoero giungono gli invitati ad una festa. Al culmine della festa, tra balli e canti, sopraggiunge Barnaba con la cieca madre di Gioconda, sorpresa nelle stanze del palazzo. Si scatena dunque un turbinio di eventi e rivelazioni: la cieca capisce che Barnaba è il delatore che ha tradito sia Enzo che sua figlia e Alvise scopre che Enzo è colui che lui aveva proscritto da Venezia anni prima e con cui la moglie l’ha tradito, manifestando l’intenzione di condannarlo a morte. Gioconda dunque, in altro disperato atto d’amore, si rivolge – non vista – a Barnaba, e promette di concederglisi se lui s’adopererà per salvare Enzo. Infine, tra l’orrore generale, Alvise rivela di avere ‘giustiziato’ la moglie e ne mostra quello che ne crede il cadavere.
Atto quarto . Nell’atrio di un palazzo diroccato alla Giudecca, Gioconda -pur preoccupata per la madre, scomparsa misteriosamente dalla notte precedente - rimasta sola si lascia andare alla disperazione meditando il suicidio. Accantona però l’ipotesi iniziale di bere il veleno destinato a Laura e che lei ancora conserva in quanto si rammenta di doverla aiutare nella fuga.Quando sopraggiunge Enzo, convinto che Laura sia morta e dunque disperato e desideroso anch’egli di seguirla nella morte, Gioconda tenta vanamente di risvegliare in lui quell’amore in cui lei aveva sempre confidato. Straziata ed offesa, però, rivela a Enzo di aver fatto trafugare il cadavere della donna. Inorridito, Enzo le chiede spiegazioni ma Gioconda, distrutta dal dolore non ha più parole né spiegazioni. Il suo silenzio esaspera Enzo che addirittura vorrebbe aggredirla, ma viene fermato da Laura che, risvegliatasi, gli spiega ogni cosa. Enzo dunque si getta grato con l’amante ai piedi di Gioconda, che in breve impartisce loro le necessarie istruzioni per la fuga, li benedice e, rassicurandoli sul suo conto, li congeda. Rimasta sola, a Gioconda non resta che lasciarsi andare al suo desiderio di morte. Si ricorda però della madre, che ancora non è riuscita a rintracciare, nonchè dell’orrido patto con Barnaba: piena di angoscia, vorrebbe fuggire, ma Barnaba è già lì ed esige la sua squallida ricompensa. Gioconda finge di acconsentire ma, mentre Barnaba già canta vittoria, si trafigge il cuore con un pugnale; alla spia, rabbiosa e beffata, non resta che gridare sul cadavere della donna di averle ucciso la madre.



Se avete due ore e tre quarti disponibili, ecco la versione completa dell'opera. Vi suggerisco quella rappresentata nel 1978 nel bellissimo Teatro LICEU di Barcellona. 

Buon ascolto... A questa sera...

28/03/2015 Sabato mattino... IMMAGINANDO... Sotto il cielo plumbeoaranci

Buon giorno...


Eccomi qui, a casa...con negli occhi ancora la Grecia...
Paese meraviglioso...anche sotto la pioggia incessante...
Mi spiace sempre lasciarlo...
Quante volte ci sono già stato?
Parecchie...se conto quelle in cui sono stato in quei posti meravigliosi per lavoro e per vacanza...
Oggi, però, vi offro un'immagine inconsueta della Grecia... Un'immagine che non rientra nel nostro immaginario collettivo...questa:


Allora...ecco che i pensieri scattano sull'attenti come tanti soldatini...
Una selva di alberi vivi...vegeti...rigogliosi (lo credo...con tutta questa pioggia!)... Credo siano aranci...
Su tutti svetta l'effige di un albero che fu... Alto, imponente...eppure  spento...come una lampadina che non emette più bagliori...
Ecco...dalla mia Grecia recente vi offro questo spunto...
Sarebbe stato troppo facile farvi "volare" sulle ali del sole, inerpicato su scogliere incandescenti...
No...oggi c'è spazio per questa ombra che fu...

Buona giornata...a tutte e a tutti...

venerdì 27 marzo 2015

27/03/2015 Venerdì sera... Saluto serale...


Buona sera…

Siamo giunti, infine, in Italia…
Come ogni volta, anche questa sera serpeggia un leggero senso di tristezza tra noi, viaggiatori nell'antico…
Ora tutto riprenderà da dove si è fermato… 
Devo dire che sono contento perché sono riuscito a mantenere fede ai miei impegni bloggiferi…
Tutte le uscite sono state rispettate…
Allora…via…non manchiamo l'ultimo appuntamento del viaggio… Vediamo subito qual è la soluzione all'indovinello di ieri…

La domanda era…

Qual è il colmo per uno scaramantico sposato con una donna gelosissima?

La risposta, fin troppo scontata, è…

Aver paura di tutto e non poter fare neppure le corna!

E ora, per chiudere la settimana, ecco il nuovo quesito…lo farò ancora abbastanza tematico...

Cosa si porta sempre in aereo un rapitore in trasferta? 

Ora vi saluto… La cosa positiva? Che è iniziato il Week End…. Un paio di giorni ancora prima di riprendere i miei interminabili viaggi…

Voi, nel frattempo, fate viaggiare il mio BLOG alla massima velocità…




Buona notte… A domani...